«Posso dare al cane il grasso della carne?» è una delle domande che i proprietari pongono più spesso. La risposta non è un secco sì o no: i grassi servono, eccome, ma fanno la differenza la qualità, la quantità e le condizioni del cane. Ne abbiamo parlato con un medico veterinario per capire quali grassi fanno bene, quali è meglio evitare e come gestire la dieta di un cane in sovrappeso.
Per anni il grasso è stato dipinto come il nemico numero uno, anche nell'alimentazione del cane. La realtà è più sfumata: il grasso è un nutriente fondamentale, ma non tutti i grassi sono uguali e nessuno fa bene se in eccesso. Capire la differenza è il primo passo per nutrire bene il proprio cane e, quando serve, riportarlo al peso forma senza farlo soffrire la fame.
Il grasso non è solo «calorie». È la fonte di energia più concentrata della dieta — a parità di peso fornisce più del doppio dell'energia di proteine e carboidrati — ed è indispensabile per molte funzioni: trasporta le vitamine liposolubili (A, D, E, K), apporta gli acidi grassi essenziali che il cane non sa produrre da solo, mantiene pelle e pelo sani e rende il cibo appetibile.
Un cane che riceve troppo poco grasso, paradossalmente, può andare incontro a pelo opaco, cute secca e desquamata e scarsa energia. Il problema, quindi, non è il grasso in sé: è il tipo di grasso e la quantità. Una dieta equilibrata non elimina i grassi, ma li dosa e ne sceglie le fonti giuste.
La distinzione più utile è quella tra grassi che apportano acidi grassi preziosi e grassi che portano soprattutto calorie vuote o un sovraccarico digestivo.
Tra i grassi buoni ci sono soprattutto gli acidi grassi omega-3 (presenti nel pesce azzurro, nell'olio di pesce e di salmone) e, in equilibrio con questi, gli omega-6. Gli omega-3 hanno una nota azione antinfiammatoria, aiutano le articolazioni, la cute e il pelo, e sostengono cuore e cervello. Anche il grasso magro naturalmente presente in una buona carne rientra tra i grassi utili, perché accompagna le proteine ed è facilmente utilizzabile dall'organismo.
Tra i grassi da evitare o limitare ci sono invece il grasso visibile e abbondante della carne (la parte bianca che tagliamo dalla bistecca), il grasso di maiale, gli insaccati, i fritti e tutti gli alimenti molto unti della nostra tavola. Non sono sostanze "velenose" in senso stretto, ma grassi molto saturi e in quantità eccessive: un boccone troppo grasso, soprattutto se fritto, può provocare vomito, diarrea e, nei casi più gravi, una pancreatite, cioè un'infiammazione acuta del pancreas che è una vera urgenza veterinaria. Per questo «i cani possono mangiare il grasso della carne» ha una risposta onesta: una piccola quantità di grasso magro sì, gli scarti grassi della tavola no.
Molti proprietari aggiungono un cucchiaino di olio alla ciotola per "lucidare" il pelo. Può avere senso, ma a patto di scegliere l'olio giusto e di non esagerare con le dosi, perché l'olio è grasso al 100% e fa salire rapidamente le calorie.
L'olio di pesce (salmone) è il più interessante perché ricco di omega-3. L'olio di semi di lino apporta anch'esso omega-3, anche se in una forma che il cane converte meno efficacemente. L'olio extravergine di oliva è ben tollerato e può essere usato in piccolissime quantità. L'olio di girasole e gli altri oli di semi sono ricchi di omega-6: non sono dannosi, ma se usati in eccesso sbilanciano il rapporto omega-3/omega-6 a favore dei secondi, con un effetto opposto a quello desiderato. Lo stesso vale per i semi di girasole, che oltretutto interi rischiano di non essere digeriti.
In tutti i casi parliamo di dosi minime — da mezzo cucchiaino per i cani piccoli fino a circa un cucchiaino per i cani grandi — e sempre meglio sentire prima il veterinario. Un alimento già completo e bilanciato contiene di norma i grassi giusti nelle giuste proporzioni: aggiungere olio non è quasi mai necessario, e in un cane in sovrappeso può essere persino controproducente.
Il punto critico non è il singolo grammo di grasso, ma il bilancio complessivo tra ciò che il cane mangia e ciò che consuma. Quando le calorie in entrata superano stabilmente quelle in uscita, il grasso si accumula e si arriva al sovrappeso, fino alla vera e propria obesità. È un problema enormemente diffuso: si stima che una larga fetta dei cani che arrivano in ambulatorio abbia qualche chilo di troppo, spesso senza che il proprietario se ne renda davvero conto.
Come capire se il cane è grasso? Più che la bilancia contano l'occhio e il tatto. In un cane in forma le costole non si vedono ma si sentono passando la mano sul costato, la vita è visibile dall'alto e l'addome risale verso le zampe posteriori se guardato di lato. Quando le costole spariscono sotto uno strato di grasso e la vita scompare, è il momento di intervenire. I cani "grassissimi" non nascono tali: ci si arriva un bocconcino alla volta.
Il sovrappeso non è un problema estetico: è un fattore di rischio per la salute, esattamente come nelle persone. Ogni chilo di troppo grava sulle articolazioni, accelera l'usura delle cartilagini e peggiora condizioni come l'artrosi o i problemi alle ginocchia, talvolta così seri da richiedere la chirurgia. Il cuore lavora di più, la respirazione diventa più faticosa, la tolleranza al caldo e allo sforzo cala.
C'è poi il capitolo metabolico: l'eccesso di peso è strettamente legato al diabete mellito e ad altri disturbi metabolici, oltre a complicare l'anestesia e gli interventi chirurgici. Diversi studi indicano che un cane mantenuto al peso forma vive più a lungo e meglio rispetto a un cane in sovrappeso. È uno dei motivi per cui, tra i cinque errori più comuni nell'alimentazione del cane, «dare troppo cibo» è quello che il veterinario vede con maggiore frequenza.
La buona notizia è che il sovrappeso, preso per tempo, è quasi sempre reversibile. Non servono diete drastiche né digiuni: serve metodo. Ecco i principi di fondo.
Punta alla qualità, non solo alla quantità. Tagliare le porzioni di un cibo scadente significa togliere nutrienti utili insieme alle calorie. Meglio partire da un alimento di buona qualità, con proteine adeguate e grassi giusti, così da ridurre l'apporto calorico mantenendo il cane sazio e nutrito.
Pesa le porzioni e conta gli snack. Andare "a occhio" è la causa numero uno del sovrappeso. Le razioni vanno misurate, e i premietti — biscotti, bocconcini, avanzi — vanno conteggiati nel totale calorico giornaliero: spesso sono lì le calorie nascoste che vanificano ogni sforzo. Per capire quanto cibo serve davvero al tuo cane può aiutarti la nostra guida su quanto deve mangiare un cane.
Calibra sul peso ideale e sull'attività. La razione di un cane a dieta si calcola sul peso che dovrebbe avere, non su quello attuale, tenendo conto di età, taglia e movimento. Aumentare gradualmente l'attività fisica — passeggiate più lunghe, gioco, movimento regolare — completa il lavoro fatto nella ciotola.
Vai per gradi e monitora. Il dimagrimento dev'essere lento e costante: pesare il cane ogni due o tre settimane permette di correggere la rotta senza stressarlo. In caso di sovrappeso importante o di patologie già presenti, il percorso va sempre concordato con il veterinario.
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Il modo più semplice per smettere di andare a occhio è partire dai numeri. Con il nostro calcolatore inserisci peso, età, taglia e livello di attività del tuo cane e ottieni in pochi secondi la porzione su misura, pensata per mantenerlo in forma o per aiutarlo a tornarci. È gratuito e richiede meno di un minuto.
Il grasso non fa male al cane: è un nutriente essenziale che dà energia, sostiene pelle, pelo e articolazioni e veicola vitamine fondamentali. A fare la differenza sono qualità e quantità. I grassi buoni — soprattutto gli omega-3 del pesce, in equilibrio con gli omega-6 — vanno favoriti; il grasso abbondante della carne, gli insaccati, i fritti e gli scarti unti della tavola vanno evitati. Gli oli possono aiutare, ma in dosi minime e scegliendo quelli giusti. Il vero rischio non è il grasso, ma l'eccesso di calorie che porta al sovrappeso, con le sue conseguenze su articolazioni, cuore e metabolismo. Per gestire un cane grasso bastano metodo e costanza: cibo di qualità, porzioni pesate, snack contati, attività regolare e controlli periodici del peso. Altre risposte le trovi nelle nostre domande frequenti.
Medico veterinario, direttore sanitario Clinica ARS Veterinaria di Modena. Si occupa ogni giorno di nutrizione, prevenzione e benessere del cane, con un'attenzione particolare alle intolleranze alimentari e alla gestione del peso.
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