Educazione del cane

I comandi da insegnare al cane (e come insegnarli)

Insegnare qualche comando al proprio cane non serve solo a fare bella figura al parco: è il modo più efficace per comunicare con lui, tenerlo al sicuro e rafforzare il vostro rapporto. La buona notizia è che non servono doti speciali, ma solo costanza, pazienza e un pugno di premietti. Vediamo da dove partire e come insegnare, passo per passo, i comandi fondamentali.

Un cane che conosce qualche comando di base è un cane più sereno e più libero: puoi portarlo in più posti, gestirlo in sicurezza in mezzo al traffico o tra altri cani, ed evitare un sacco di situazioni di stress per entrambi. L'addestramento, inoltre, è una formidabile palestra mentale: stanca il cane in modo sano, lo aiuta a concentrarsi e previene molti dei comportamenti indesiderati che nascono dalla noia. Non è mai troppo presto né troppo tardi per iniziare.

Da dove iniziare: le regole base dell'addestramento

Prima di buttarci sui singoli comandi, vale la pena fissare alcuni principi che fanno la differenza tra un addestramento che funziona e uno che frustra cane e proprietario.

Rinforzo positivo. Il metodo più efficace e rispettoso è premiare ciò che vuoi, ignorando ciò che non vuoi. Quando il cane fa la cosa giusta, riceve qualcosa di bello: un premietto, una carezza, una parola entusiasta. Le punizioni, le strattonate e le sgridate non insegnano nulla: nel migliore dei casi confondono il cane, nel peggiore minano la fiducia che ha in te.

Sessioni brevi e frequenti. Il cane ha tempi di attenzione corti. Meglio tre o quattro mini-sessioni da cinque minuti distribuite nella giornata che una sola lezione di mezz'ora. Allenarsi poco e spesso, sempre chiudendo con un successo, mantiene alto l'entusiasmo.

Tempismo e coerenza. Il premio deve arrivare nell'istante esatto in cui il cane fa la cosa giusta, non cinque secondi dopo: altrimenti non collega l'azione alla ricompensa. Usa sempre la stessa parola per lo stesso comando e fa' in modo che tutta la famiglia usi gli stessi termini, altrimenti il cane fa una gran confusione.

Ambiente e premi giusti. All'inizio allenati in casa, in un posto tranquillo e senza distrazioni; solo quando il comando è solido sposterai l'esercizio in giardino, poi per strada, poi al parco. E scegli premietti piccoli, morbidi e golosi: nell'addestramento ne userai parecchi, quindi devono essere sani e poco calorici per non sbilanciare la dieta.

Seduto

È il comando con cui quasi tutti iniziano, perché è semplice e gratificante. Tieni un premietto chiuso tra le dita e portalo appena sopra il naso del cane; muovilo lentamente all'indietro, verso la nuca. Per seguire il bocconcino con lo sguardo, il cane alzerà il muso e, quasi automaticamente, abbasserà il posteriore fino a sedersi.

Nell'esatto momento in cui il sedere tocca terra, pronuncia con chiarezza «seduto» e dai subito il premio, accompagnandolo con un «bravo!» entusiasta. Ripeti l'esercizio poche volte per sessione. Dopo qualche giorno potrai iniziare a togliere il premietto dalla mano e usare solo il gesto e la parola, premiando comunque a esercizio riuscito. Evita di spingere fisicamente il sedere del cane verso il basso: deve capirlo da solo, non essere costretto.

Resta (e il «resta a distanza»)

Il «resta» si costruisce sopra il «seduto», quindi insegnalo solo quando quest'ultimo è sicuro. Parti con il cane seduto davanti a te. Apri la mano mostrandogli il palmo, come un piccolo «stop», pronuncia «resta» e fai un solo passo indietro. Se il cane rimane fermo anche per un secondo, torna subito da lui e premia con calma.

Il segreto è aumentare la difficoltà a piccolissimi passi, una variabile alla volta: prima la durata (resta fermo qualche secondo in più), poi la distanza (uno, due, tre passi indietro), poi le distrazioni. Se il cane si alza, non sgridarlo: significa solo che hai chiesto troppo, troppo presto. Torna a un livello più facile e riprova. Con il tempo riuscirai a ottenere il «resta a distanza», allontanandoti di diversi metri mentre il cane mantiene la posizione: una conquista preziosa, utile e scenografica.

Terra

Il «terra» (o «a terra») chiede al cane di sdraiarsi, ed è utilissimo per farlo rilassare in molte situazioni. Parti dalla posizione seduta. Avvicina un premietto al suo naso e poi portalo lentamente verso il basso, fino a terra, tra le sue zampe anteriori; quando il muso è a terra, trascina il bocconcino in avanti, lontano dal cane. Per seguirlo, l'animale allungherà le zampe e finirà per sdraiarsi.

Appena i gomiti toccano il pavimento, pronuncia «terra» e premia. All'inizio alcuni cani provano ad alzarsi o a girarsi invece di scendere: in quel caso assicurati di partire dal «seduto» e di muovere il premio molto lentamente, senza alzarlo. Anche qui, mai forzare il cane verso il basso con le mani: rendi semplicemente conveniente e naturale arrivarci da solo.

Vieni (il richiamo)

Il richiamo è probabilmente il comando più importante in assoluto, perché può letteralmente salvare la vita al tuo cane: lo fa tornare da te se sta correndo verso una strada o verso un pericolo. Proprio per questo va costruito con cura e reso sempre piacevolissimo.

Inizia in casa o in giardino, in un momento tranquillo. Chiamalo per nome seguito da «vieni», con voce allegra e invitante; puoi accovacciarti e aprire le braccia per renderti più attraente. Quando arriva, fai una grande festa e premia generosamente. La regola d'oro è che tornare da te deve essere sempre la scelta migliore del mondo: per questo non devi mai richiamarlo per fare qualcosa che detesta (come il bagnetto) e non devi mai sgridarlo quando arriva, anche se ci ha messo un'eternità. Se lo rimproveri all'arrivo, gli insegni solo che avvicinarsi a te è una cattiva idea. Quando il richiamo è solido in casa, allenalo all'aperto con un guinzaglio lungo, per avere il controllo mentre aumenti le distrazioni.

Lascia / no

Saper dire «lascia» è fondamentale per la sicurezza: serve a far mollare al cane qualcosa che ha in bocca o che sta per raccogliere da terra, spesso cibo avariato o oggetti pericolosi. Un modo semplice per insegnarlo: chiudi un premietto nel pugno e lascia che il cane annusi e provi a prenderlo. Tieni la mano chiusa e ignora i tentativi; nell'istante in cui smette di insistere e si allontana anche solo un po', di' «sì!» e premialo con un altro bocconcino preso dall'altra mano. Il cane impara così che rinunciare a una cosa gli fa ottenere qualcosa di ancora migliore.

Pian piano associa a questo schema la parola «lascia». Con il tempo potrai usarla anche quando ha già qualcosa in bocca, offrendogli sempre uno scambio vantaggioso invece di strappargli l'oggetto di forza, gesto che rischia solo di insegnargli a scappare con il bottino.

Quanto tempo serve e con che frequenza allenarsi

Non esiste un cronometro uguale per tutti: dipende dal cane, dalla razza, dall'età e soprattutto dalla costanza con cui ti alleni. In linea di massima, un comando semplice come il «seduto» può essere appreso in pochi giorni, mentre comandi come il «resta a distanza» o un richiamo affidabile anche in mezzo alle distrazioni richiedono settimane di pratica paziente.

La frequenza conta più della durata. Tre piccole sessioni da cinque minuti al giorno, tutti i giorni, valgono molto di più di un'unica lunga seduta nel weekend. Inserisci l'addestramento nella routine quotidiana — prima della pappa, durante la passeggiata, mentre giochi — così diventa un gioco naturale e non un compito. E ricorda di continuare a ripassare i comandi anche dopo averli «imparati»: come ogni abilità, senza esercizio tendono ad arrugginirsi.

Gli errori più comuni

Alcuni sbagli rallentano i progressi più di quanto si pensi. Il primo è ripetere il comando all'infinito («seduto, seduto, seduto, SEDUTO!»): così il cane impara che può ignorarti finché non lo dici dieci volte. Pronuncia il comando una volta sola e, se non risponde, aiutalo a riuscirci con il movimento del premio, poi premia.

Il secondo è la mancanza di coerenza: se ogni membro della famiglia usa parole diverse o premia comportamenti diversi, il cane non capisce le regole. Il terzo è pretendere troppo, troppo in fretta, magari allenandosi subito in un parco pieno di distrazioni: è normale che lì il cane «non risponda», semplicemente l'esercizio è ancora troppo difficile. Infine, chiudere le sessioni in negativo: se ti accorgi che il cane è stanco o frustrato, torna a un esercizio facile, premialo e termina con una nota positiva, sempre.

Un dettaglio che molti trascurano riguarda i premi: usandone tanti durante l'addestramento, è facile esagerare con le calorie senza accorgersene. Scegli premietti piccoli e sani e ricordati di scalarli dalla razione dei pasti, per non far ingrassare il cane. Se vuoi capire meglio come funziona il legame tra premi, porzioni e alimentazione corretta, può tornarti utile dare un'occhiata anche alle nostre indicazioni su come abituare il cane al guinzaglio, l'altra grande base dell'educazione quotidiana.

In sintesi

Per insegnare i comandi al tuo cane non servono trucchi magici, ma metodo: rinforzo positivo, sessioni brevi e frequenti, tempismo e tanta coerenza. Parti dal «seduto», costruisci il «resta», aggiungi il «terra», dedica cura particolare al «vieni» — il comando che può salvargli la vita — e non trascurare il «lascia». Aumenta la difficoltà a piccoli passi e festeggia ogni successo. Un cane educato è un cane più libero, più sicuro e più felice, e ogni minuto speso ad allenarvi insieme rafforza il legame che vi unisce.

Un'ultima cosa: un cane ben nutrito, con la giusta energia e il giusto equilibrio, impara meglio e con più entusiasmo. Anche per questo conta scegliere un'alimentazione di qualità, in porzioni calcolate sul suo peso e sul suo stile di vita. Le ricette Pappa Fresh sono pensate proprio così: una proteina sola, ingredienti semplici e nessun conservante, per un cane in forma anche durante l'addestramento.

Dott. Bellei

Medico veterinario, direttore sanitario Clinica ARS Veterinaria di Modena. Si occupa ogni giorno di nutrizione, prevenzione e benessere del cane, con un'attenzione particolare al legame tra alimentazione corretta, equilibrio comportamentale e qualità della vita.

Un cane in forma impara meglio: dagli la dieta giusta, nelle porzioni giuste, formulata dal veterinario.

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